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Un acufene che arriva da Tokyo, consigli, opinioni e un abbraccio...

Ultimo Aggiornamento: 17/04/2018 18.35
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09/04/2018 11.32

Salve a tutti, mi chiamo Chiara, ho 33 anni.
Ho letto molto questo forum e alcuni di voi mi sembra quasi di conoscerli ormai... Alcuni di voi mi hanno dato un conforto che nemmeno immaginate… Perché in questo disturbo ci si sente così soli.
Voi però non conoscete me. E dunque ecco "non brevemente” la mia storia, che è la storia di molti.
Torno a Roma per le vacanze di Natale lo scorso dicembre 2017, vado a un concerto di musica punk rock di amici per salutare un po' di gente (sono andata a concerti del genere per anni... ma questa volta sono tornata con la vita cambiata…), torno a casa letteralmente scappando per il fracasso e la confusione.
Ovattamento e brutta sensazione nelle orecchie e nella testa.
Nei giorni seguenti anche fischi vari, che non sapevo nemmeno si chiamassero acufeni al tempo. I primi giorni più fischi classici che altro, fortuna non di forte intensità.
3 giorni dopo (erano i giorni di Capodanno, dunque dottori in ferie e ospedali pieni) vado dal primo otorino specializzato di Roma che mi dà un appuntamento (non so se si può dire il nome, chiamiamolo dottor A.): trauma acustico con una lieve perdita di udito soprattutto su alte frequenze.
Cortisone 25 mg (1 compressa e mezza per 6 giorni, mezza compressa per 4 giorni) abbinata a Flexiban 10 mg (1 compressa per 30 giorni), forse prescritta perché soffro anche di cervicale con una new entry, ernia (non grave) alla vertebra C5C6. Immancabile l’acufene, che, a detta del Dott.A, probabilmente il cervello li riassorbirà, “ci vuole tempo e non bisogna pensarci” (ahahah).

Parto e mi faccio i soliti 10000 Km per tornare "nell'altra casa" nell'ansia più totale..
Sì perché come recita il titolo, vivo a Tokyo. E questo forse è il punto centrale di tutto.
Se già ansia e paura sono forti circondati dai propri cari, immaginate cosa possa essere viverseli così distanti da casa, soprattutto senza famiglia, un compagno accanto o amici cari pronti a distrarti.
Le prime settimane passano tra lavoro (sono o forse… ero una felice insegnante), pianti al bagno e disperate chiamate a casa (aspettando un orario in una fascia oraria che lo permette).
Genitori, poveretti, angustiati all'ennesima potenza.
Ma che posso fare? Con chi posso sfogarmi che tra amici lontani sparsi per il mondo e la poca empatia degli ambienti giapponesi o delle persone che in Giappone vivono, mi sento più sola che mai?

Prima di partire prendo un appuntamento per 3 mesi dopo, fine marzo con un altro specialista (perché tocca provarci no?). 290 euro. Dott. C, che voi tutti conoscete (come l’altro d’altronde). Ho vissuto tre mesi nella paura ma anche con la speranza che questo Professore, non dico mi curasse, che dopo molte ricerche su internet ho capito che la cura non c'è, ma mi seguisse, mi accogliesse, mi confortasse un minimo in qualche modo.
Anche nell'inesistenza di una cura, ho sperato che ci fosse qualcuno che potesse capire e seguirmi e magari intraprendere un percorso insieme a me. Pagando dico, mica gratuitamente.
Torno a Roma, vado in visita. Ma niente di tutto ciò si verifica. Esame audiometrico (l'ennesimo, perché in Giappone mi ero fatta controllare e penso me lo abbiano fatto tra le 3 e le 4 volte in poche settimane), impedenzometrico, gnatologico o come si chiama... Ovviamente il giorno di questa visita l'acufene è molto molto basso, quindi anche l'esame per vedere se possa essere legato a movimenti della testa e mandibola, sono quasi inutili.
Sì tutto bello.
Il Dott. C. mi fa la lezioncina su cosa sia l'acufene, ma già credo di essermi fatta un’idea e so che non dipende solo dall'orecchio, ma dal sistema nervoso ecc... Provo a non fare la domanda classica: passeranno? Perché mi sembra inutile e cretina.

Mi prescrive (il solito):
-Glutatione 4 cicli 10 iniezioni a intervalli di 20 giorni (e non vi dico che difficoltà qui in Giappone, perché per una serie di motivi non troverai nessuno e dico NESSUNO che te le faccia al di fuori dell’ospedale e con una medicina non prescritta dal medico dell’ospedale, morale della favola mi faccio coraggio, impugno la siringa e, con mio padre e mia madre dietro a fare il tifo, imparo a farmele da sola)
P.S. In Giappone non esiste il medico di base, si va all’ospedale e stop, chi trovi trovi.

-Acuval Audio (che quando me l'ha detto sono sprofondata.... 290 euro e mi dai l'Acuval?)

-Su mi richiesta un po' di Xanax perché certe volte non ce la faccio proprio con l'umore e l’ansia e la paura e… devo continuare?

In Giappone sono andata da un "amico" otorino il Dottor S. e mi è stata prescritta una cura con
-una medicina a base di adenosina trifosfato (ATP) che fornisce energia ai tessuti e alle cellule e inoltre, dilata i vasi sanguigni per migliorare il flusso sanguigno (credo?);
-vitamina B12, un grande classico.
-un tranquillante a base di Etizolam (il Depas)
-ultimamente mi era anche stata prescritta una tale Stomin A contenente nicotinammide, papaverina cloridrato, medicinale che traducendo letteralmente “ aumenta il flusso sanguigno dell'orecchio interno e impedisce la fluttuazione elettrolitica dell'orecchio interno a causa dello stimolo del rumore”).

Beh che dire nessuna ha veramente funzionato su lunga durata, anche se sto continuando la cura a cicli del costoso Dott. C.

Però… non posso dire di non aver avuto periodi migliori, con giorni in cui praticamente non si presentava nemmeno l’acufene. Quando? Qualche giorno continuativo di assenza acufene con la cura per il microcircolo di sangue e elettrolisi dell'orecchio dell’economico Dott. S. (giapponese) e alcuni giorni durante la cura con il Glutatione (del costoso Dott. C.).

Però, un delle cose che, sembra assurdo, ma mi fa impazzire più di tutte è proprio questa incostanza, questa intensità continuamente variabile: immaginate una puntina su un giradischi che tocca e non tocca, sfiora e tocca e poi non tocca di nuovo. Eccolo. Su una base spesso di fruscio, il classico televisore acceso non sintonizzato o le casse dello stereo accese, ma senza musica. Dunque difficile anche abituarsi a qualcosa di così incostante credo.

Quando il sollievo?

Sollievo spesso con i rumori di sottofondo, acqua in particolare ma a basso volume. Alzandolo troppo la mattina dopo più che l’acufene (che nel mio caso è un sibilo frequenza molto alta, sui 15700 hertz, credo… visto che l’ho individuata da sola) sentivo un forte ronzio-fruscio.

Sollievo anche con lo scemare dell’ansia e del nervoso, spesso al rientro a casa dopo il lavoro quasi scompare completamente.

Sollievo anche alcuni giorni in Sardegna a casa con la mia famiglia, dove tra alti e bassi una passeggiata nel verde e davanti al mare, pur lavorando da casa, sono spesso riuscite a farmi dimenticare per qualche istante questo problema.

Sollievo spesso anche prima di dormire, per qualche strana ragione al contrario di molti di voi, riesco a dormire anche perché spesso l’acufene si placa proprio la sera, a porte chiuse e cose fatte.

Sollievo prendendo 0,5mg di etizolam (DEPAS) (che qui mi ha prescritto AL BISOGNO e basta l’otorino giapponese, figuratevi che ti danno solo il blister da dieci compresse, se ne vuoi altro devi riandare dal dottore in clinica) e che coincide al classico Xanax 0,25.
Con soli 0.50 di Depas a quanto pare mi si calma tutto... Da qui anche la “tentazione” a prenderlo magari con un po’ meno parsimonia (non abusarne ovvio) nei momenti in cui davvero necessito sollievo.

Sollievo anche a parlarne, a scriverne, nel leggervi… Ora che mi sto sfogando come in un diario, a momenti va totalmente via o si abbassa da non percepirlo, seppure a breve dovrò riuscire per andare a lavorare, a momenti si rialza il volume…

Il mio non è costante, non lo è mai stato dall’inizio, anche se in questi ultimi giorni lo è stato, forse il rientro qui in Giappone, il lavoro, molti problemi…

Ora signori, breve non sono stata affatto.
Ho scritto un’odissea. L’odissea dei sentimenti che ho provato in questi 3 mesi e rotti.
Ho volutamente solo accennato al terrore, alla paura, alla disperazione di quei momenti in cui anche se per un breve istante ho pensato che il vero sollievo potevo sempre trovarlo… sparendo, annullandomi. E voi sapete cosa significano queste parole.

Cosa cerco qui? Nulla di miracoloso come molti di noi. Solo un abbraccio, un conforto, una speranza, una parola di incoraggiamento.
Qualche consiglio magari, da chi ne ha passate uguali se non di peggiori e da chi spesso ne sa davvero più che dei dottori che guardano solo al prestigio dei loro studi ormai superati.
Mi fido degli specialisti, dei dottri? Assolutamente sì, se dimostrano, non di guarirmi, ma di mettercela tutta, di sostenermi, perché questo è ciò che un dottore, come essere umano e professionista, dovrebbe fare.

Sono sola e mi ci sento ancora di più quaggiù. La mia famiglia e dei cari amico mi sostengono come fosse capitato a loro, ma non possono fino in fondo capire il disagio, quel senso di “mi sono rovinata la vita” e del più tristemente classico “non sarò mai più felice”.

Sono in cura da febbraio con una psicologa a distanza, mi piace molto, l’ho sentito subito che mi avrebbe potuto aiutare… ma lei deve però partire da ben altri problemi, perché ce n’erano tanti, troppi anche prima nella mia testa, solo che li ho sempre rifuggiti e mai affrontati.
Diciamo che l’acufene, come in molti di noi, si è andato a sistemare su un terreno fertile, fertilissimo.
Però mi sono messa in gioco… Con questa sfida e con un po’ di quelle attività fisiche che mai avrei pensato di fare, come lo Yoga. La difficoltà della mindfullness in giapponese, che ve lo dico a fare :) Eppure signori, eppure… Quel pizzichino, quel tassello in più queste cose lo mettono… in un percorso verso lo stare meglio, lo stare bene.

Ho sentito tante storie di voi, brutte e belle. Alcune di quelle belle mi hanno dato tanto coraggio. Ricordo un ragazzo un certo Mattia se non erro, che incoraggiò un altro giovanissimo a uscirne, perché se ne poteva uscire e non è vero il contrario.
Ancora leggo, la sera, come quasi fosse un libro la discussione del 2015 “Sto Impazzendo”, mi sembra di averla vissuta con voi, sulla mia pelle e persone come francesco72.72, Menhir.F, zaw, nimx e tanti tanti altri… sono più che dottori e compagni di viaggio per me anche se io per voi non sono nessuno.
Scusate se nomino voi, ma siete solo degli esempi di come le persone ce la mettano tutta per aiutarsi e aiutare.. Chissà se alcuni di voi sono ancora qui, mi viene da piangere solo al pensiero di poter avere l’opportunità di ricevere quelle vostre parole e quelle riflessioni e quel vostro tipo di sostegno. Altro che Dott. A e Dott. C….

Vorrei come voi avere obiettivi. Ho un lavoro che mi soddisfa, ho fatto sacrifici enormi per arrivare qui. E ora niente di tutto questo mi rende felice, né mi dà l’aiuto necessario per trovare nuova voglia di vivere.
E’ incredibile come tutto cambi in un istante.

Questo è la prima entry di questa sorta di diario...
Mi ha fatto bene scrivere, perciò forse continuerò a farlo. Che qualcuno mi legga o meno. Che qualcuno dedichi due parole a esprimere una sua opinione sulla mia esperienza o meno.
Spero è ovvio di poter trovare dei compagni di viaggio. Da cui farmi aiutare e da aiutare a mia volta, con cui condividere paure e ma anche speranze.

Un abbraccio forte forte con una lacrima,
Da Tokyo,

Chiara
[Modificato da Chiareta 09/04/2018 11.37]
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Post: 109
09/04/2018 12.03

ciao io ti ho letto e voglio rileggere tutto daccapo. No non ho capito chi sono i vari Dott. forse il costoso Dott C. è Cia...... ? chissà
OFFLINE
Post: 5
09/04/2018 15.31

Credo proprio che ci riferiamo alla stessa persona. Sono in 4 a studiare sto disturbo e in ancora meno ad avere il nome di grandi professori. Ovvio che poi i risultati siano pessimi e insufficienti.
OFFLINE
Post: 1.331
09/04/2018 22.24

Ciao Chiara, grazie per il tuo interessante racconto. Il forum ha il titolo "senza censura" perché vuole dare la possibilità di esprimersi senza inutili divieti. Capisco che siamo poco abituati a farlo. Scrivere per intero i nomi dei professori a cui ti sei rivolta non viola nessuna regola. Molti di questi professionisti stanno guadagnando con le loro visite costose in cambio, in genere, di nulla o prescrizioni di Acuval. Tutto questo riguardo per loro mi sembra esagerato. In caso contrario se riuscissero a offrire un beneficio, anche piccolo, ben vengano pubblici riconoscimenti.
Raccontaci ancora qualcosa del medico giapponese se vuoi.
Come avrai notato non sempre è facile rispondere a chi espone un racconto ma persone che lo leggeranno saranno tantissime. [SM=g2284346] [SM=g8950]
OFFLINE
Post: 5
10/04/2018 04.51

Farmaci per mal di testa, emicranie? Tinnitus Retraining Therapy, ma chi l'ha provata "praticamente"?
Salve zaw.
Non ho nominato i dottori solo per rispetto di chi magari ripone speranze nelle loro cure. Infatti come molti di voi hanno spesso tenuto a sottolineare in ognuno di noi l'acufene è di origine diversa e ha avuto e continua ad avere evoluzioni diverse, dunque scoraggiare a priori qualcuno per il quale magari una certa cura potrebbe essere valida, non mi sembrava giusto.
I toni usati nel descrivere questi dottori possono sembrare negativi perché senza dubbio dettati dal disagio in cui mi trovo e dall'impressione che queste cure sembrino più moduli fissi da stampare su richiesta che trattamenti, passatemi il termine, "personalizzati".

Ad ogni modo non ho nessun problema a nominarli. Essendo di Roma mi sono rivolta in primo luogo al Dottor Attanasio, che almeno ha avuto la premura di ricevermi il giorno stesso, visto e considerato che avevo fatto presente il mio imminente ritorno in Giappone e dunque la paura di partire con un problema del genere e senza il consulto di un medico.
Informatami, in quei giorni frenetici, sui migliori centri di Roma, uscì il nome Centro Studi Acufeni AIRS- Rome Tinnitus Clinic e appresi che era divenuto un centro privato dunque tariffe da salasso. Alcuni hanno detto: meno male che è privato, ci sono meno code. Non commento nemmeno. Uno perché non solo chi ha i soldi in bocca dovrebbe avere il diritto di curarsi in centri di eccellenza (ma questo è un vecchio e noioso discorso), due perché pur telefonando in gennaio per prendere un appuntamento, me ne fu dato uno 3 mesi dopo in marzo (3 mesi di attesa non è una comunque coda un po' lunghetta per un centro privato? Soprattutto quando poi stiamo parlando di problemi in cui la tempestività di intervento è fondamentale, poiché il mio era un acufene comunque scaturito da trauma acustico a tutti gli effetti). Il periodo coincideva con il mio ritorno in Italia (avrei dovuto lavorare qui a un mio progetto, ma poi con i problemi nati dall'acufene ho rimandato) e dunque ecco l'appuntamento con il Dott. Cianfrone fissato per fine marzo 2018.
Sul trattamento (quello glutatione, acuval audio, trattamento sonoro ecc) non dico nulla perché primo non sono un dottore, due sono solo al primo ciclo di glutatione e il trattamento sonoro beh... lo facevo comunque anche prima e lo continuerò a fare, ma so che non fa miracoli in 2 mesi. Ma avrei davvero preferito meno medicine semmai, ma più empatia, più comprensione, più umanità (parola purtroppo abusata, ma che ancora per me ha significato).
La cosa che più mi ha fatto male è realizzare, in uscita dalla visita, che non si era fissato un secondo appuntamento a distanza di mesi per vedere come andava... Mi sembra normale per un dottore voler controllare come la storia finisca, o sbaglio? Gli ho scritto con un altro paio di domande, ma pur ricevendo una email in risposta, non ho avuto alcuna delucidazione in merito.

Per voi ho una domanda... Io, come altri di noi, soffro molto di mal di testa... Un po' legati agli ormoni (quindi al ciclo), un po' (tanto) all'ernia cervicale, un po' a chissà che altro. A volte emicranie a volte semplici mal di testa diffusi.
Finora prendevo i soliti Sinflex, Moment e così via, ma da quando ho l'acufene mi sono informata e ho visto che sono tra l'altro tutti medicinali ototossici. Il Dott. Cianfrone mi ha consigliato qualche medicinale (tra questi lo stesso Sinflex!), però non so... mi sembrano comunque rientrare tutti in quelle categorie di robaccia che può andare a peggiorare l'acufene. Quelli di voi che soffrono di mal di testa di cosa fanno uso solitamente?

Altra domanda riguarda la TRT... Ma qualcuno l'ha realmente PROVATA A FARE questa Tinnitus Retraining Therapy? Mi spiego. Metterci i suoni bianchi, rosa, marroni, arcobaleno, fiumiciattoli di montagna e cascate del Niagara va bene... Ma mi sembra di aver capito che ci siano dei dannati centri dove uno va e inizia questa terapia sotto controllo di un medico psicologo o chicchessia. Forse c'è stato un fraintendimento col Dott. Cianfrone e non ho capito io, ma non mi sembra che mi abbia proposto un trattamento del genere. Forse perché vivo a Tokyo? Ma ho fatto ben presente coma la cura di questo problema fosse una priorità, anche davanti al lavoro e alla mia vita qui... Insomma qualcuno in questi centri, pagando magari profumatamente, c'è mai stato? Che cavolo fanno nella pratica? Cioè parliamo solo di apparecchi acustici con il rumore del mare di sottofondo?

Per esempio questi qui www.tinnitusclinic.it/cura-acufene/#05 che cosa propongono?
E il centro acufeni AIRS bla bla bla, ma dove eseguirebbe questa terapia del suono? Non so dello studio otomedica dell'Eur, ma di sicuro non credo che svolgano questa terapia nella Casa di Cura dove sono andata... Strumentazioni forse valide ma antiquate, e formiche per terra che scorrazzavano tranquillamente....(il tutto sempre alla modica cifra di 290 euro).

Comunque non voglio credere che siano tutti succhia soldi senza risultati. Mi chiedevo se qualcuno, in qualche parte d'Italia avesse provato realmente queste terapie, ma non a casa col cellulare, ma in studi appositamente attrezzati e via dicendo...
Aiutatemi a fare luce su questa storia, per favore non liquidiamola con un "sottutte sanguisughe", vorrei capire...

Nel prossimo intervento parlerò della visita dall'otorino giapponese.

C.
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Post: 7
10/04/2018 22.00

Chiareta, hai il mio stesso acufene, una puntina che gira su un disco, incostante, ad una frequenza altissima, io sono in questo inferno da quasi 4 mesi
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Post: 109
11/04/2018 09.51

Ciao Chiara, come hai individuato i 15700 hertz ??? [SM=g6797] [SM=g11398] [SM=g11565]
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Post: 5
11/04/2018 13.28

Ciao lellomarciano, eh anche qui la cosa ha raggiunto i tre mesi a fine marzo...
Nel tuo caso questo maledetto ti perseguita 24/24h?
Io sto notando sempre di più come sia connesso al movimento. Mi spiego. Molto spesso si parla di ansie o nervosismi, e di sicuro anche nel mio caso queste due cose rappresentano fattori fondamentali. Uniti al fatto stesso di mettermi in movimento. Per esempio la sera tornando a casa, la notte e la mattina si placa, certo sempre lì in fondo in fondo, ma lieve e direi talvolta impercettibile.
Poi vado a lavoro o come stamattina che lavoravo dal pomeriggio, mi metto a fare pulizie di casa, lavatrici, doccia e quant’altro ed ecco che riparte. Se mi siedo e mi calmo riscende molto.
Questo andare e tornare mi distrugge credetemi...

Mah... forse dovrei davvero riprendere in considerazione oltre al fattore emotivo anche quello legato alla cervicale...
Qualcuno qui ha mai sperimentato una situazione simile? Un’ernia cervicale potrebbe essere davvero una con-causa anche nel caso in cui il mio acufene è insorto con trauma acustico?

Per gli hertz, Marco non pretendo sinceramente di averci preso, ho semplicemente usato questa applicazione online www.claredot.net/it/sez_Audio/generatore-di-segnali-audio.php
e mi sembrava che il mio acufene fosse piuttosto simile alla frequenza dei 15600/15700 hertz, ma certo parliamo di suoni riprodotti da computer o cellulari quindi lungi dall’essere molto fedeli... credo...
Ragazzi, che fatica vivere in questo stato... praticamente senza la guida di un professionista da sentire quando le cose vanno veramente male... o quando si ha un dubbio, una nuova situazione da presentare o quel che sia... [SM=g10853]

Ma davvero in tutta Italia nessuno di noi è riuscito a trovare un professionista disposto a seguirlo con un po’ di costanza? Non dico trovare la soluzione ma cercarla...! È anche nel loro interesse o no? [SM=g6797]
[Modificato da Chiareta 11/04/2018 13.34]
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Post: 109
11/04/2018 14.34

bello quel generatore, migliore di quelli che conoscevo per facilità di utilizzo. Con il mio passato da rockettaro e la mia età arrivo a udire frequenze inferiori. Tu riesci a sentire i 15700 hertz? quello è una specie di fruscio non un fischio e forse è meglio. E' solo un ipotesi la mia.
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Post: 5
15/04/2018 11.35

Marco, si non è male, ma anche a te perde la frequenza dopo qualche minuto e comincia a fare strani rumori? Non vorrei che ci facessero venire altri acufeni, i nostri ci bastano.
Ho trovato qualche applicazione da cellulare più indicata...

Per quanto riguarda me in questi giorni, tanto per continuare il diario, mi sono fatta un auto-cura che so che non avrei dovuto fare da sola, in quanto non sono un dottore e bla bla bla, ma volevo levarmi un dubbio, ovvero che con un po' di cortisone non riuscissi a recuperare qualche altra cellula ciliata morente. I dati degli esami audiometrici danno un pieno recupero, ma molti di voi hanno fatto presente che questi esami vanno a prendere in considerazione solo un piccolo intervallo di frequenze, dunque non sarebbero in grado di dire con certezza che c'è stata una piena guarigione, o sbaglio?

Ad ogni modo questi giorni mi sono presa una mezza di cortisone per 10 giorni (dunque 5, Deltacortene 25 mg) e la sera un Flexiban miorilassante. Insomma la stessa cura che mi fu data a pochi giorni dal mio trauma acustico. Non ho avuto miglioramenti sensibili.
Anzi da quando sono tornata qui in Giappone, con i normali ritmi del lavoro, depressioni e sconforti vari, sono peggiorata tornando ai tempi del pattern:

1) mattina niente al risveglio o molto leggero
2) attività un po' faticose per casa o uscita di casa verso il lavoro: graduale aumento intensità acufene che continua ad accompagnarmi per tutta la giornata
3) al ritorno a casa: graduale decrescita intensità acufene fino a livelli molto lievi
4) prima di dormire quasi niente o leggero.

Da domani vorrei provare l'IPERICO, per controllare un po' gli sbalzi dell'umore. So che è solo una medicina fitoterapica, ma so anche che ha effetti piuttosto forti rispetto ad altri medicinali omoepatici.

Ad oggi la cura che ha avuto effetti migliori (leggi: diversi giorni di seguito senza acufene) rimane quella del dottore giapponese, che vi riporto qui di seguito:

1) TRINOSIN 10% a base di Adenosina Trifosfato (riporto traduzione: Questo farmaco è coinvolto nell'azione fisiologica negli organismi viventi come fonte di alta energia. Migliora anche il flusso sanguigno dilatando i vasi sanguigni.
Di solito viene utilizzato per il trattamento degli effetti tardivi di trauma cranico, insufficienza cardiaca, astenopia accomodante, gastrite cronica e vertigini dovute a malattia di Meniere o disturbo dell'orecchio interno).

2) vitamina B12

3) Stomin A, contenente nicotinammide, papaverina cloridrato (anche qui traducendo letteralmente “medicinale che aumenta il flusso sanguigno dell'orecchio interno e impedisce la fluttuazione elettrolitica dell'orecchio interno a causa dello stimolo del rumore”).

4) un tranquillante, il DEPAS 0,50, a base di Etizolam (una pasticchetta da 0,50 equivale a un 0,25 di Alprazolam, insomma di Xanax). Devo ammettere che con una di queste compresse riesco a calmare un bel po' il sibilo, per un certo numero di ore.

Io credo a questo punto che davvero il bilanciamento elettrolitico dell'orecchio c'entri qualcosa...
Che vuoi sappiate queste "infamous" idrope potrebbe entrarci qualcosa?
Da tenere presente, però, che non ho mai avuto vertigini.

Qualcuno si ritrova nel mio caso?
Un abbraccio,
C.
OFFLINE
Post: 53
17/04/2018 18.35

non è detto che sia Idrope sopratutto...certo fare una "check" anche di quello non sarebbe male...
su questo problema si va "ad esclusione", ma comunque non ci sono guarigioni vere e proprie.
La cosa migliore e farsi corraggio e cercare di vivere una vita meno stressante perchè secondo me e la mia esperienza lo stress è un fattore essenziale dell'acufene.
ciao chiara!
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